venerdì 24 giugno 2011

Primo Simbolo Reiki

PRIMO SIMBOLO
C.K.R. (Occidentale) Z.U. (Tradizionale)

Nota: La funzione nella versione occidentale e tradizionale rimane inalterata, per brevità nell'articolo si nomina CKR.

Sono contento di fare questo approfondimento sui simboli di Reiki, in quanto in anni di pratica e di confronto con molti Master operatori, mi sono purtroppo reso conto che non tutti hanno ben chiara la funzione dei singoli simboli, ed in particolare del secondo che molto spesso viene molto sottovalutato.
Ora torniamo all'argomento di questo articolo che riguarda il primo simbolo di Reiki nella sua tradizione occidentale, che è CKR.
Questo simbolo per certi aspetti è il più usato in quanto è l'unico simbolo, secondo molti insegnati, che si può utilizzare da solo, mentre gli altri vanno utilizzati sempre insieme a CKR. Con questo approfondimento non voglio entrare nell'aspetto tecnico di utilizzo, ma spiegare a che cosa serve ed il suo significato nel percorso spirituale di ogni reikista.
Nel nostro metodo questo simbolo viene utilizzato principalmente per intensificare l'effetto dell'energia e gli effetti energetici degli altri simboli. Ovunque lo si tracci CKR porta in quel punto o nel luogo una potente ondata di energia, CKR lo si può tracciare all'inizio di un trattamento con l'intenzione di intensificarne l'effetto, ma lo si può anche tracciare in un singolo organo o parte del corpo per concentrare in quel punto tutta l'energia necessaria alla riarmonizzazione della parte in questione. Se traciato negli ambienti questo simbolo è ottimo per eliminare le eventuali energie negative. Inoltre lo si può tracciare più volte in un unico punto in questo caso l'effetto ottenuto è una sempre maggiore intensificazione di energia.
Usare CKR prima di qualsiasi altro simbolo è utile per aprire la strada all'energia del simbolo usato, traccia il sentiero, mentre se lo tracciamo anche dopo un altro simbolo CKR ne fissa le energie e ne potenzia l'effetto.

Significati del simbolo:
C... = Spada curva. Disegnare una linea curva.
K... = Penetrare per fare un buco. Un centro. Un tutto di uno spazio in cui non c'è nulla. Il vuoto.
R... = Spirito trascendente. Misterioso potere. Essenza.

CKR = Editto imperiale: Così sia!

Spiegazione del Rev. hyakuten Inamoto

il primo simbolo deriva da un antico ideogramma cinese, che indica una nuvola che porta buon auspicio

Z.U.= Buon Auspicio

tratto da www.amoreiki.it

I Simboli Reiki

I SIMBOLI REIKI
(Shirushi e Jumon)

I simboli (Shirushi) Reiki diffusi in occidente non sono quelli insegnati da Usui, probabilmente la signora Takata ha li ha modificati per renderli più comprensibili. Grazie al Monaco Buddista e Maestro Reiki Hyakuten Inamoto abbiamo ricevuti i simboli originali insegnati da Usui Sensei.
La versione grafica dei simboli occidentali non differisce molto da quella tradizionale, ma ad essere veramente diversi sono i Mantra (Jumon) dei primi due simboli, il Mantra del terzo è quasi uguale, mentre il quarto è identico. Eventualmente differiscono solo nella pronuncia. Quelli tradizionali hanno una maggiore efficacia.

Quello dei simboli è forse uno degli argomenti più controversi nell'ambito del Reiki. Molte sono le leggende e credenze che sono sorte intorno ai simboli che noi reikisti impariamo ed utilizziamo dal secondo livello in avanti. Questo articolo non ha la presunzione di trasmettere una realtà assoluta, ma semplicemente di fare una panoramica sui simboli in generale e sulla mia esperienza maturata in anni di pratica.
Innanzi tutto vorrei precisare che simboli e mantra vengono utilizzati in tutte le tradizioni spirituali, per la meditazione, lo sviluppo personale, la guarigione e l'uso dell'energia.
A loro volta i vari simboli e mantra possono essere suddivisi in due categorie: ci sono quelli universali ed altri personali o con funzioni specifiche.
Mantra e simboli universali sono ad esempio, la Croce , il Cerchio, il Tao, la Om, il Triangolo e molti altri. La funzione di questi simboli, in funzione delle varie tradizioni, è di portare buona sorte o se preferite buone e energie nel luoghi dove vengono posizionati, oppure servono se usati in meditazione a portare il meditante ad ampliamenti di coscienza.
Mantra e simboli personali o con funzioni specifiche quando preparati consapevolmente, espletano dei compiti ben precisi e mirati. Sia a livello personale di espansione di coscienza, mirata ad ottenere particolari effetti sia a livello energetico per richiamare energie specifiche con particolari peculiarità. Un'altra cosa importante da dire è che anche i simboli universali posso essere utilizzati in modo mirato e specifico. Questo avviene quando persone particolari come Usui, attraverso pratiche specifiche lavorano intensamente per far si che all'interno di un certo contesto tali simboli assumano un effetto e significato specifico.
In questo va considerato il contesto da cui provengono, e dal tipo di comunicazione scritta che viene utilizzata. Il kanji giapponese, quindi la scrittura attraverso ideogramma può avere sino a sette significati completamente diversi in funzione del contesto in cui vene inserito. I nostri simboli di Reiki (3° e 4°)non sono altro che rappresentazioni di questo tipo di comunicazione scritta, che nel contesto del Reiki di Usui hanno assunto il ruolo e compito al quale noi reikisti siamo stati iniziati. Tutto questo avviene attraverso un procedimento molto sottile di creazione di un'egregora, la quale ha la funzione di essere un archetipo nel contesto degli iniziati al Reiki, con le funzioni a noi note.

Il 1° e il 2° simbolo sono rappresentazioni grafiche non provenienti da ideogrammi, sul primo non si conosce esattamente l'origine, mentre il secondo è stilizzazione della lettera sanscrita Hrih o Kiriku, che indica il Buddha Amitaba (vedi disegno sotto). Amitâbha Buddha (sanscr.), Amida Butsu (giap.).
La cosa interessante da sapere è che anche il nostro cervello funziona per archetipi e quindi per simboli. Cosa significa questo? Semplicemente che tutti i processi di assimilazione di impressioni esterne, vengono trasformati dal nostro cervello in simboli geometrici. Quando invece il processo è inverso il tutto viene poi ritrasformato in parole, frasi concetti e pensieri.
Nel contesto del Reiki attraverso le iniziazioni i simboli vengono impressi nella nostra struttura energetica e nel nostro inconscio e nelle memorie cellulari. Cosa avviene in noi, e perchè questi simboli una volta impressi attraverso le iniziazioni funzionano nel modo programmato? Funzionano perchè ogni volta che li tracciamo, visualizziamo o recitiamo i mantra, per effetto della legge della risonanza richiamiamo a noi quel tipo di energia legata all'archetipo rappresentato dal simbolo o dal mantra. In realtà non facciamo niente di miracoloso o magico, ma, semplicemente stiamo utilizzando una legge della natura "Simile Attira Simile".
Per un corretto approccio alla nostra cassetta degli attrezzi (i simboli), è necessario tracciare i simboli e recitare i mantra con consapevolezza in questo modo saremo in grado di riprodurre esattamente gli effetti legati ad essi. In occidente troppo spesso ci limitiamo a demandare il potere al simbolo come un qualcosa di esterno a noi, che non ci appartiene e paradossalmente abbiamo reso questi simboli si troppo misteriosi, ad esempio vietandone la pubblicazione e la possibilità per gli allievi di tenerli disegnati. Questo ha semplicemente portato a creare confusione nei vari praticanti. Purtroppo come spesso accade ci siamo attaccati principalmente alla forma, anzichè alla sostanza. Con questo non voglio dire che è corretto farsi dei quadri con i simboli di Reiki, ma neanche vietare alle persone di tenersene una copia ben custodita in modo che se si avessero dei dubbi su come tracciarli la si possa consultare. Possiamo sintetizzare dicendo che il simbolo è privato ma non segreto.
L'approccio migliore è quello di connettersi interiormente al significato intrinseco del simbolo riproducendone in noi il livello di coscienza. Per arrivare a fare questo in modo consapevole vi consiglio di meditare sui singoli simboli e di ripeterne 100, 1.000, 10.000 volte e più il mantra, in questo modo tra noi e il simbolo non ci sarà più alcuna differenza. sino a quando: Io e il simbolo siamo UNO.


Om Shanti Om
Gianluigi
tratto da www.amoreiki.it

martedì 13 aprile 2010

Attacchi a Reiki

Recentemente mi hanno riferito, ma già avevo letto, di attacchi molto pesanti a Reiki. Provo sempre un profondo dispiacere e un po' di amarezza quando mi riferiscono o leggo recensioni che parlano male di questa nostra disciplina (e anche di altre).

Sono convinto che il più delle volte si tratta di una interpretazione errata e pertanto voglio iniziare con un chiarimento.

Mettiamo per un attimo da parte il nome e la provenienza di questa “cosa”, che a qualcuno potrebbero a priori non piacere, e cerchiamo di capire cosa c'è alla base.

Questa “pratica”, questo “pensiero” è puro amore, è amore verso se stessi e verso il prossimo, è amore compassionevole, è una carezza consolante a un amico che soffre, è un abbraccio rigenerante in un momento difficile, è uno sguardo amorevole verso una persona che non sta bene, è un sorriso rasserenante in un momento di difficoltà.

Come si può parlar male di tutto questo? Non credo che ci sia modo di criticare una pratica che ha come scopo insegnare alle persone ad amare il prossimo (come se stessi).

Andiamo oltre e scopriamo che questa “cosa” ci parla anche di Energia, dell'Energia che tiene insieme gli atomi e che da consistenza alla materia, l'energia di cui tutto l'universo è permeato e che gli scienziati hanno dimostrato esistere. C'è qualcuno che può negare tutto questo?

Se andiamo ancora oltre scopriamo che questa “cosa” ci parla anche di Dio, non del suo Dio, ma del Dio di tutti. Qualsiasi nome tu abbia dato al tuo Dio questa pratica ti aiuta ad avvicinarti a Lui; senza fare distinzione di razza o di fede, aiuta a percepire maggiormente il proprio Dio. Non ci sono imposizioni e non ci sono restrizioni.

Reiki non vuole e non ha modo di dare una definizione di Dio, non è e non sostituisce una religione. Reiki è pratica, come ce ne sono tante, è una pratica personale che ha lo scopo di farci fare l'esperienza di Dio. Questa pratica in nessun modo si contrappone o si sostituisce alle pratiche della propria religione o fede. Reiki è profondo rispetto del prossimo.

Questa è l'essenza di Reiki, possiamo credere o non credere, concordare o dissentire, ma non possiamo insultare o criticare chi pratica questi principi, anche perché sono i medesimi principi di amore e di buon vivere che sono alla base di tutte le religioni o di qualsiasi società regolata dal buon senso.

Detto questo viene da chiedersi dove trovano spunto allora i detrattori di Reiki per bistrattarlo? Facile, negli errori degli uomini.

Come in tutti gli ambienti, anche nel Reiki ci sono persone che commettono errori, che dicono la cosa sbagliata nel momento sbagliato, che fanno la cosa sbagliata o che si approfittano della situazione o che agiscono per il proprio interesse.

Ma prendere spunto dall'errore di uno per denigrare tutta una categoria è una generalizzazione banale e superficiale, che genera diffidenza ingiustificata. Questo vale sempre e in tutti i campi.

I medici non sono tutti ciarlatani perché uno ha sbagliato, i preti non sono tutti dei mostri perché uno ha commesso un errore, i politici non sono tutti dei ladri perché uno ha rubato.

Mi rivolgo a chi scrive, non solo a chi lo fa di mestiere, ma anche a chi si prende del tempo per pubblicare in un blog o su un sito internet: avete una grande responsabilità e dovete tenerne conto. Moltissime persone leggono gli articoli e li prendono per buoni senza documentarsi ulteriormente. Chi scrive ha il dovere morale di informarsi bene prima di emettere delle sentenze. Attenzione, non dico che non deve esprimere il proprio parere, ci mancherebbe, ma le critiche e le accuse devo basarsi su fatti oggettivi e non su pettegolezzi o sensazioni.

Per me Reiki è una “cosa” seria e sebbene gli insulti non mi turbino non vorrei che chi si sta avvicinando a questa pratica possa essere condizionato da informazioni false e tendenziose.

Per quanto mi riguarda sono disponibile a un confronto, a dare tutte le informazioni possibili a chiunque voglia approfondire prima di giudicare. (www.lamianuvola.org/)

Per chi volesse un parere autorevole esiste anche un'associazione (www.associazioneitalianareiki.com/) che ha come scopo anche quello di dare una corretta informazione a riguardo. Usateci!

Non basatevi solo sugli esempi negativi, ci sono anche tante brave persone che fanno di tutto per migliorare se stessi e il mondo in cui vivono.

Cesare

venerdì 26 marzo 2010

Nuovo attacco al Reiki

Maestri di vita, professori di truffa
IN EDICOLA - Un friulano su cinque si affida alle terapie non convenzionali per ritrovare il benessere psico-fisico, ma con la salute non si può scherzare



Reiki, guarigione dei chakra, ma anche pranoterapia: sono le pratiche energetiche più diffuse. Le accomuna l’idea che si possa guarire soltanto attraverso lo spirito. Che non è quello Santo.

Il Friuli Venezia Giulia è la quarta regione in Italia per numero di persone che si affidano alle terapie non convenzionali. Soltanto nella provincia di Udine i centri che promuovono queste pratiche sono un’ottantina e di questi 25 si occupano di terapie energetiche, soprattutto Reiki, ma anche forme di auto guarigione e potenziamento delle proprie capacità interiori.

Può accadere che gli operatori di queste discipline assumano il ruolo di guru, di maestri spirituali. Chi si affida a loro, lo fa perché vive una situazione di disagio e cerca un cambiamento.

Ma, prima di mettere la propria vita nelle mani di sedicenti santoni, bisogna chiedersi quanto il cambiamento prospettato sarà radicale. I fatti di cronaca, anche recenti, insegnano.

Maria Ludovica Schinko

Leggete il resto dell'inchiesta nel numero in edicola.

tratto da: http://www.ilfriuli.it/if/top-news/40157/

Commento di Gianluigi:

Prima di tutto vorrei far notare una strana coincidenza priprio in questi giorni (dal 25 al 28 marzo) in quel di trieste si stà svolgendo un importante incontro internazionale organizzato dalla Gendai Reiki Italia, dal titolo "Il Cerchi della Vita" un evento internazionale al quale partecipano anche i due massimi esponenti mondiali del reiki, in Rev. Hyakuten Inamoto (Monaco Buddhista)e il Maestro Hiroshi Doi membro della Usui Reiki Ryoho Gakkai.

Come prima cosa vorrei dire alla signora Maria Ludovica Schinko che in parte ha ragione purtroppo in tutti i settori ci sono anche persone poco serie e corrette ed anche il mondo del reiki non ne è esente. Ma, questo non giustifica lo scrivere articoli e dare giudizi senza appofondire seriamente e professionalmente un argomento delicato e complesso come quello della salute, legato alle terapie complementari. E, legato anche alla spiritualità, in quanto Reiki ha questa doppia valenza.

Per prima cosa vorrei direi e far riflettere su un aspetto non secondario, facendo una semplice domanda: "Perchè centinai di migliaia di persone in Italia si rivolgono al mondo delle terapie complementari?". Bene, ognuno trovi la sua risposta!

Come seconda cosa vorrei fai notare che Reiki oggi è usato e accetato anche all'interno di aziende ospedaliere in tutto il mondo ed anche in Italia, vedi ospedale "Le Molinette" di Torino, l'ospedale di Asti il San carlo Borromeo a Milano ha addirittura fatto uo studio sul Reiki per la cura delle emicranie ed ha dato ottimi risultati. Qui si possono trovare alcuni riferimenti a studi e ricerche sul Reiki: http://www.gfmer.ch/TMCAM/Medicina_complementare_Lombardia/Reiki_emicrania.htm
Reiki e cure palliative:

E’ stato pubblicato sulla Rivista Italiana di Cure Palliative, Numero 3, Autunno 2005, alle pagine: 54-59, il seguente lavoro:

IL REIKI NELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA AL PAZIENTE ANZIANO CON NEOPLASIA AVANZATA

Autori: Vitale MT, nur, La Grassa ME, nur, Lombardi F, MD, Cova D, MD, *Cofrancesco E, MD; UOC di Onco-Geriatria, Istituto Geriatrico “Pio Albergo Trivulzio” e *Dip. di Scienze Medico chirurgiche, Università di Milano


Reiki e prevenzione del burnout:

Durante il XX Congresso Nazionale S.I.M.P. Società Italiana di Medicina Psicosomatica, “L'ansia nella clinica e nella società attuale. Prospettive di formazione - prevenzione e terapia”, che si è tenuto a Verona dal 20 al 23 ottobre 2005, è stato presentato come argomento della Tavola Rotonda il lavoro dal titolo:

L’AUTO-TRATTAMENTO REIKI COME STRUMENTO DI SELF HELP NELLA PREVENZIONE E CURA DEL BURNOUT

Autori: Cofrancesco E., Merati L.*, Dip. di Scienze Medico chirurgiche, Università di Milano e * Centro Ambulatoriale di Medicina Psicosomatica, Ospedale San Carlo Borromeo, Milano.



Reiki, spiritual healing

Durante il XX Congresso Nazionale S.I.M.P. Società Italiana di Medicina Psicosomatica, “L'ansia nella clinica e nella società attuale. Prospettive di formazione - prevenzione e terapia”, che si è tenuto a Verona dal 20 al 23 ottobre 2005, è stato presentato il lavoro dal titolo:

REIKI, UNA CURA SPIRITUALE DELL’ANSIA, DELLA DEPRESSIONE E DEL DOLORE IN CLINICA

Autori: Cofrancesco E., Merati L.*, Dip. di Scienze Medico chirurgiche, Università di Milano e * Centro Ambulatoriale di Medicina Psicosomatica, Ospedale San Carlo Borromeo, Milano.



Reiki e paziente oncologico anziano:

Presso l’Istituto Geriatrico Pio Albergo Trivulzio di Milano è stato condotto lo studio dal titolo:

LE TECNICHE DI RILASSAMENTO NELLA CURA DEL DOLORE: REIKI E PAZIENTE ONCOLOGICO ANZIANO
Autori: Vitale MT, nur, La Grassa ME, nur, Cova D, MD, *Cofrancesco E, MD UOC di Onco-Geriatria, Istituto Geriatrico “Pio Albergo Trivulzio” e *Dip. di Scienze Medico chirurgiche, Università di Milano
Il lavoro è stato presentato all' XI Congresso della Società Italiana di Cure Palliative, Forlì, aprile 2004 e alla 8° Conferenza Nazionale degli Ospedali per la Promozione della Salute: "Nuova Governance in una rete di comunicazione", Riva del Garda, settembre 2004, ed è in corso di pubblicazione sulla Rivista Italiana di Cure Palliative.

Umanizzazione dell’assistenza: contributo delle Associazioni non profit:
Le finalità e i progetti della Associazione REF sono stati presentati al secondo Congresso Nazionale di Medicina e Persona, “Medico cura te stesso”, Milano, 12-14 giugno 2003, e al XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative, Forlì, 31 Marzo – 3 Aprile 2004, in un poster dal titolo:
L’ASSOCIAZIONE REF (RICERCA, EDUCAZIONE E FORMAZIONE PER LA QUALITA’ DELLA VITA).
Cofrancesco E, MD, Dipartimento di Scienze Medico chirurgiche, Università di Milano


Il Self Help come strumento base dell’approccio integrato in sanità e nel sociale:

Durante il Convegno organizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano nell’anno europeo del disabile (2003) dal titolo: “High Tech…High Touch. La lezione della disabilità per una medicina più umana”, tenutosi a Milano il 10 gennaio 2004, è stato presentato il Corso di perfezionamento dal titolo “PROMOZIONE DELLA SALUTE E SELF HELP PER INSEGNANTI E OPERATORI DI SOSTEGNO ALLO STUDENTE DISABILE", organizzato dalla Dott.ssa Elisabetta Cofrancesco per la Facoltà di Medicina e finanziato sul Fondo Sociale Europeo dalla Regione Lombardia.

Di seguito le info sono tratte da www.ilreiki.it

Nel 1994 l' U.S. National Institute of Health ha finanziato uno studio sulle ustioni, che ha evidenziato come il "Therapeutic Touch" sia efficace:
- nella diminuzione dell'ansia
- nella diminuzione della percezione del dolore
- nel facilitare i naturali processi di guarigione dell'organismo.

Dal 2001 il NIH sta finanziando uno studio clinico di Fase II (cioè con numero di casi compreso fra i 100 e i 300) sugli effetti del Reiki sulla neuropatia dolorosa e sul rischio cardiovascolare in soggetti diabetici.
E' in corso (2002-2004) uno studio sull'efficacia del Reiki nel trattamento della Fibromialgia, per opera della University of Washington (3935 University way NE - Seattle, WA 98195 - nassefi@u.washington.edu)

L'Albert Einstein Healthcare Network sta conducendo (2001 - 2003) ricerche scientifiche sull'efficacia del Reiki in casi di AIDS avanzato (trueg@aehn2.einstein.edu).
Per avere i dettagli di questi ed altri studi selezionare "Reiki" sul database delle ricerche scientifiche CRISP:

Il National Center for Complementary Medicine ha un database contenente vari articoli riguardanti il Reiki e le ricerche scientifiche condotte su di esso (digitare "Reiki").

Il National Institutes of Health sta conducendo studi sul Reiki applicato alla Fibromialgia, AIDS e Cancro della prostata. Per saperne di più visitate il sito di tale istituto.

NOTE:

(1) - Paul David Mitchell, The Blue Book, revised edition for The Reiki Alliance (Coeur d'Alene, Idaho: 1985), pagina 13.
(2) - Colloqui personali con i praticanti Reiki giapponesi Hiroshi Doi e Hyakuten Inamoto.
(3) - Pagina 56.
(4) - http://www.usatoday.com/news/health/2008-09-14-alternative-therapies_N.htm e www.reikiinhospitals.org
(5) - http://healthcare-research.suite101.com/article.cfm/reiki_in_hospitals
(6) - http://www.pubmedcentral.nih.gov/ PubMed è l'archivio digitale libero della letteratura biomedica e delle scienze della vita dell'Istituto Nazionale della Salute statunitense (National Institutes of Health - NIH). http://www.cochrane.org/ The Cochrane Collection fornisce accesso ad una collezione di database, finalizzati a raccogliere gli effetti delle cure per la salute e prove sulle pratiche mediche.
(7) - Nicole Makay, M.Sc., Stig Hansen, Ph.D., and Oona McFarlane, M.A., The Journal of Alternative and Complementary Medicine, Volume 10, Numero 6, 2004, pagg. 1077–1081. Questo studio è riportato anche in “The Science of Reiki” di Nicole Mackay, Reiki News Magazine (Estate 2005).
(8) - Ann Linda Baldwin, Ph.D, Christina Wagers, e Gary E. Schwartz, Ph.D., The Journal of Alternative and Complementary Medicine, Volume 14, Numero 4, 2008, pagg. 417–422.




Reiki e spiritualità

Nel Reiki non ci sono Guru, anche se si dovrebbe smettere di usare questa definizione in lingua sanscrito, senza conoscerne il profondo disgnificato spirituale. Anche in questo possimo notare una profonda ignoranza da parte di chi si arroga il diritto di fare informazione e di conseguenza insegnare qualcosa agli altri (guru).
Gli insegnati e operatori di reiki divrebere secondo la tradizione lavorare umilmente su sè stessi, praticando princi di Pace, amore, Compassione tolleranza e rispetto. Il Fondatore di questa disciplina dava questa definizione dello scopo del reiki: Hanshin Ritsumei - Assoluta Pace Interiore.

Il Maestro Usui, dopo l’Illuminazione ha messo a punto una serie di metodiche per permettere a chiunque di poter raggiungere l’Hanshin Ritsumei o Assoluta Pace Interiore (Illuminazione).
Questo è l’unico e vero scopo del Reiki secondo il fondatore della disciplina il Maestro Mikao Usui
Valenza spirituale che troviamo anche nal nome della disciplina:
Reiki:
La parola Reiki è d’origine giapponese ed è composta da due sillabe: Rei e Ki.
La prima, Rei, significa qualcosa di misterioso, miracoloso e sacro. Essa sta ad indicare l’Energia primordiale (Divina); è quell’energia che esisteva ancor prima della creazione dell’universo, è il principio divino dal quale è scaturito il Big Bang e che ha portato alla creazione dell’universo in tutte le sue manifestazioni (Ki).
La seconda, Ki, significa atmosfera, o qualcosa che non si vede, o l’energia dell’universo. Tale termine indica l’Energia Vitale Universale intrinseca ad ogni essere e/o cosa. Il Ki permette ad ogni cosa di esistere e agli esseri viventi di vivere, è l’energia che regola il funzionamento stesso dell’Universo. Ki è il corrispondente del Chi per i cinesi, del Prana per gli indù, Luce o Spirito Santo per i cattolici, ecc.

Comprendo che quanto sopra esposto sia poco esaustivo, ma penso si sufficente a far comprendere che a volte certi argomenti vengono affrontati con molta superficialità
om shanti
gianluigi